IL BARATTO DELLE STORIE
Questo articolo introduce il quadro teorico e metodologico di ARCHIA, ma rappresenta solo il primo livello della ricerca. Il progetto trova infatti la sua naturale prosecuzione nel blog, concepito come spazio di restituzione pubblica e di approfondimento tematico. Gli articoli che seguono nascono direttamente dal materiale raccolto attraverso il baratto delle storie: interviste, racconti orali, memorie individuali e leggende urbane vengono rielaborati in testi che intrecciano rigore storico, analisi culturale e narrazione. Ogni contributo è dedicato a un luogo o a un personaggio emerso come significativo per la comunità siracusana, e ne indaga il valore simbolico nel presente.
Il blog non va inteso come un semplice diario di progetto, ma come un archivio narrativo in progress, dove la ricerca si apre alla lettura, al confronto e alla condivisione. Leggere questi articoli significa attraversare Siracusa attraverso le voci di chi la abita, osservando come il passato continui a generare senso, identità e immaginario. ARCHIA invita quindi il lettore a proseguire questo percorso: non per trovare risposte definitive, ma per entrare in una costellazione di storie che restituiscono alla città la sua complessità, stratificazione e vitalità.
Baratto delle storie, memoria collettiva e narrazione urbana a Siracusa
ARCHIA nasce come progetto artistico e al tempo stesso come indagine culturale sul rapporto tra comunità, memoria e patrimonio. Il suo nome rimanda ad Archia, fondatore mitico di Siracusa, ma anche al significato greco di “mettere a capo, dare origine”: un gesto simbolico che orienta l’intero progetto verso una riattivazione del racconto urbano a partire dalle sue origini, materiali e immateriali.
In occasione del 20° anniversario del riconoscimento da parte dell’UNESCO di Siracusa e Pantalica, ARCHIA ha trasformato la città in un dispositivo narrativo a cielo aperto, interrogando i luoghi e i personaggi storici non come oggetti di contemplazione, ma come elementi ancora attivi nella vita quotidiana della comunità.
Il progetto si è posto tre obiettivi principali:
- Indagare la percezione contemporanea del patrimonio storico e mitico di Siracusa, osservando come luoghi e personaggi del passato continuino a vivere nell’immaginario collettivo.
- Rilevare quali figure storiche esercitino oggi maggiore risonanza identitaria, andando oltre la narrazione istituzionale o scolastica.
- Far emergere miti, leggende e racconti inediti, spesso assenti dalle fonti ufficiali ma fondamentali per comprendere il rapporto affettivo tra la città e i suoi abitanti.
ARCHIA non ha inteso produrre una mappatura esaustiva del patrimonio, ma piuttosto una ricognizione qualitativa delle memorie vive, osservate nel loro farsi, nel linguaggio quotidiano e nella relazione diretta con lo spazio urbano.
Il “baratto delle storie” come metodologia
Il cuore metodologico del progetto è rappresentato da una pratica definita “baratto delle storie”.
Questo approccio si fonda su un principio di reciprocità narrativa: agli abitanti non è stato chiesto semplicemente di rispondere a domande, ma di entrare in uno scambio.
Gli artisti e i ricercatori del progetto hanno inizialmente restituito alla città racconti performativi legati a personaggi storici o a luoghi specifici — piazze, strade, siti archeologici — scelti in relazione alla loro rilevanza simbolica e al contesto UNESCO. A questo primo gesto narrativo è seguita una richiesta semplice ma radicale:
“Cosa significa per te questo luogo? Chi è per te questo personaggio?”
In questo modo, il racconto istituzionale o artistico non si è imposto come versione definitiva, ma si è aperto alla risposta, generando un dialogo orizzontale tra chi racconta e chi abita.
STRUMENTI
Nel corso del progetto sono state realizzate oltre cento interazioni narrative, tra interviste informali e conversazioni registrate.
Le attività si sono svolte prevalentemente in strade, piazze e mercati, coinvolgendo residenti siracusani di tutte le età, con una forte presenza di anziani, spesso depositari di saperi orali e memorie familiari.
Le interviste non hanno seguito un questionario rigido, ma una struttura aperta, coerente con l’obiettivo di favorire l’emergere spontaneo del racconto. Questo ha permesso di cogliere non solo contenuti informativi, ma anche toni emotivi, metafore ricorrenti e immagini simboliche.
RISULTATI PRINCIPALI
Uno dei risultati più evidenti è stato il riconoscimento condiviso di alcune figure come poli identitari centrali. In particolare, Archimede è emerso come il personaggio storico con la maggiore risonanza contemporanea: oltre il 90% degli intervistati lo ha indicato come simbolo ancora rappresentativo di Siracusa. Queste interviste sono state anche un modo per coinvolgere la cittadinanza negli eventi locali, che giorno dopo giorno hanno visto un numero di presenze crescente.
Accanto a questi dati, il progetto ha fatto emergere un patrimonio meno visibile ma altrettanto significativo: leggende locali legate a luoghi specifici, spesso tramandate oralmente; reinterpretazioni personali di personaggi storici; racconti che intrecciano eventi storici, memoria familiare e immaginazione.
Questi materiali non possono essere letti come fonti storiche in senso stretto, ma costituiscono un archivio di senso, fondamentale per comprendere come una comunità abita il proprio passato.
ARCHIA ha mostrato come il patrimonio non sia una realtà statica, ma un processo in continua trasformazione, alimentato dalle narrazioni quotidiane di chi vive i luoghi.
Il metodo del baratto delle storie si è rivelato uno strumento efficace per attivare la memoria collettiva, superando la distanza tra sapere esperto e sapere popolare.
In questo senso, il progetto non si limita a documentare la città, ma la invita a raccontarsi, riconoscendo nella narrazione condivisa una forma di tutela, trasmissione e ri-generazione del patrimonio culturale.