I TIRANNI I: GELONE PRIMO, IL FONDATORE DELLA POTENZA SIRACUSANA
Gelone Primo, nato a Gela nel 540 a.C., rappresenta una figura cruciale per comprendere la nascita della Siracusa storica come potenza militare e culturale della Sicilia. Figlio di Dinomene, appartenente a una famiglia sacerdotale proveniente da Rodi, Gelone si distinse giovanissimo per coraggio e abilità strategica, fino a diventare comandante della cavalleria sotto il tiranno Ippocrate. La sua fama militare si consolidò con la vittoria contro l’esercito siracusano ad Eloro e con l’assedio della città, preludio alla sua futura ascesa. Alla morte di Ippocrate, Gelone soppresse la rivolta popolare a Gela, assumendo la tirannide e, nel 485 a.C., consolidò il suo dominio su Siracusa, affidando Gela al fratello Ierone.
Sotto il suo governo, Siracusa crebbe in ricchezza e prestigio, estendendo i suoi territori lungo la costa orientale della Sicilia e trasformandosi in una città modello di potenza greca. La sua alleanza matrimoniale con Damareta, figlia del tiranno di Agrigento, gli permise di unire le forze contro Cartagine, culminando nella storica vittoria nella battaglia di Imera nel 480 a.C. Con il bottino della vittoria, Gelone arricchì la città con templi magnifici, tra cui l’Athenaion, e fece coniare monete note come Damaretee in onore della moglie. La sua politica combinava fermezza e giustizia, magnanimità verso i sconfitti e attenzione alla monumentalizzazione della città, promuovendo costruzioni come il tempio di Demetra e Kore e il teatro greco di Siracusa.
Gelone morì nel 478 a.C., lasciando a Siracusa una fama duratura e un’eredità culturale e urbanistica che avrebbe segnato la città per secoli. Il popolo, colpito dalla sua morte, eresse monumenti in suo onore, oggi perduti, e il fratello Ierone gli succedette consolidando la tirannide. Gelone Primo, pur meno noto ai cittadini di oggi rispetto ad altre figure storiche, è al cuore del nostro progetto Memory Of The Time II Archia, perché incarna la nascita della Siracusa che oggi tentiamo di ridare vita: è il “mettere a capo” dei luoghi, delle storie e delle memorie, trasformando la città in un teatro a cielo aperto, dove ogni pietra racconta il coraggio e la visione di chi l’ha plasmata.