I TIRANNI II: IERONE I, L’ETNEO TRA POTENZA E LETTERATURA

Ierone I, succeduto al fratello Gelone nel 478 a.C., è una figura complessa e affascinante della storia siracusana. Pur meno amato dal popolo rispetto al fratello, Ierone seppe consolidare e ampliare l’eredità dinastica dei Dinomenidi, fondando città come Etna e conducendo politiche espansionistiche che avrebbero segnato profondamente la Sicilia orientale. La sua fama militare è attestata dalla vittoria a Cuma nel 474 a.C., dove inviò una potente flotta di triremi siracusane in soccorso dei Cumani contro gli Etruschi, sbaragliando il nemico e assicurando a Siracusa il controllo strategico delle rotte marittime del Tirreno meridionale. La sua vittoria fu celebrata dai più grandi poeti dell’epoca, tra cui Pindaro, Simonide ed Eschilo, che magnificarono le imprese del tiranno e la grandezza della città, e immortalata nei tre elmi dedicati a Zeus, di cui uno è oggi al British Museum.

Ierone I non fu solo guerriero: amava le lettere e le arti, circondandosi di poeti, filosofi e drammaturghi, e incoraggiando innovazioni culturali come l’aggiunta di lettere all’alfabeto greco. La sua corte ospitò figure come Bacchilide, Dinologo e l’influente Simonide, trasformando Siracusa in un centro di produzione culturale e intellettuale di rilievo panellenico. Tuttavia, il tiranno esercitò un controllo militare severo sulla città, gestendo con mano ferma le tensioni interne e le ambizioni del fratello Polizzello, e rafforzando la supremazia siracusana attraverso fondazioni urbane e interventi strategici nell’Italia meridionale. La sua visione di Siracusa come potenza militare e culturale fu radicata in una politica di espansione, alleanze matrimoniali e celebrazione simbolica delle vittorie, unendo pragmatismo e propaganda in un equilibrio tipico dei Dinomenidi.

La figura di Ierone I ci offre oggi una prospettiva unica sul progetto Memory Of The Time II Archia: se Gelone Primo rappresenta la nascita della potenza siracusana, Ierone ne consolida la memoria, intrecciando guerre e arte, conquista e cultura. Nel nostro percorso, la città diventa teatro a cielo aperto: le vie, i templi e le piazze raccontano le strategie e le celebrazioni di un tiranno che seppe far dialogare la forza militare con il prestigio culturale, rendendo la Siracusa di allora un modello di organizzazione politica, espansione territoriale e raffinatezza artistica, di cui possiamo ancora oggi percepire l’eco camminando tra i luoghi storici della città.