IERONE SECONDO: IL RITRATTO CHE PARLA

Davanti a una moneta antica, piccolo disco d’argento che ha attraversato secoli, possiamo quasi sentire il respiro di chi la toccò per primo: Ierone II, il tiranno che dominò Siracusa per 54 anni, il primo a essere immortalato in una moneta della città. Il suo volto, inciso con cura artigianale, non è solo un ritratto: è l’emblema di una città potente e fiorente, capace di difendersi dai nemici e di attrarre il genio dei suoi tempi. Guardando quell’effigie, possiamo immaginare Ierone che consulta Archimede sulle difese della città, che passeggia tra il Teatro Greco rinnovato sotto la tettoia costruita per proteggere il pubblico, che assiste orgoglioso alle gare olimpiche dei suoi atleti e partecipa egli stesso, tra applausi e allori, alle competizioni panelleniche.

Ogni dettaglio della moneta racconta una storia di prosperità e di innovazione. È attraverso queste piccole opere che Ierone II volle imprimere nella memoria collettiva la sua politica: alleanze strategiche con Roma, la Lex hieronica per la gestione delle decime, e l’architettura monumentale che innalzava Siracusa a modello di ordine e ricchezza. L’ara nei pressi del Teatro Greco, dove si dice siano stati sacrificati 450 buoi in un solo giorno, il tempio dedicato a Zeus Olimpico, il teatro stesso, tutto si riflette simbolicamente in quel tondo d’argento, a ricordarci che un tiranno, se capace, può parlare attraverso la città stessa.

Oggi, osservando quella moneta, ci sembra di ascoltare una voce che attraversa il tempo: una voce che non racconta solo Ierone, ma Siracusa intera, dai porti alle piazze, dai templi alle strade. È un invito a guardare oltre la superficie: a comprendere come potere, cultura e devozione potessero coesistere in un unico progetto di grandezza urbana e umana.