Un personaggio di strada e di città
Nel nostro lavoro di raccolta di memorie e voci siracusane, un nome è tornato con una frequenza sorprendente, quasi inattesa: Janu lo Sceriffo. Non si tratta di una figura storica ufficiale né di un eroe cittadino, ma di un personaggio di strada che ha saputo imprimersi nel tessuto urbano della città. Ognuno lo ricordava a modo suo, e proprio questa molteplicità di ricordi ne fa un fenomeno culturale interessante. Le testimonianze raccolte parlano di un uomo bizzarro e riconoscibile: Janu, o “Ianu ‘u Sceriffu” come lo chiamavano con ironia affettuosa, attraversava Siracusa negli anni Settanta e Ottanta con la sua moto-ape. Non era un vigile urbano, eppure a volte dirigeva il traffico come se lo fosse: si piazzava agli incroci più caotici, gesticolava, rimproverava gli automobilisti. Per alcuni era divertente, per altri ingombrante, ma nessuno lo ignorava: Janu faceva parte del paesaggio cittadino. Quello che emerge non è un ritratto idealizzato, ma la complessità di una presenza ambivalente. C’era chi lo vedeva come un uomo simpatico e innocuo, chi come un personaggio pittoresco, quasi teatrale, chi invece come un elemento fuori posto in una città che stava cambiando. La sua forza, o forse il suo carattere imprevedibile, lo rendevano in ogni caso memorabile.
Piccoli episodi, grandi memorie
Durante le interviste, abbiamo raccolto racconti spesso contraddittori: improvvisate “lezioni di ordine stradale”, rimproveri taglienti agli automobilisti più impazienti, gesti eclatanti che restano impressi nella memoria. Non era né santo né simbolo: era un uomo che seguiva un proprio codice, a volte buffo, a volte eccessivo. E proprio questa ambivalenza lo rende ancora oggi un punto di riferimento collettivo. In una città come Siracusa, dove ogni vicolo conserva frammenti di storia, la continuità conta quanto la grandezza: Janu era lì ogni giorno, riconoscibile e presente, anche quando la sua eccentricità lo faceva sembrare fuori tempo. La sua figura dimostra come le comunità possano costruirsi attorno a personaggi minori, eccentrici o imprevedibili, che diventano parte della memoria collettiva senza bisogno di essere eroi o leggende ufficiali.
Perché ricordiamo Janu lo Sceriffo
Janu lo Sceriffo non è un mito da restaurare né un eroe da celebrare: è una prova vivente che la memoria di una città si costruisce anche intorno a figure minori, eccentriche e imprevedibili. La sua presenza nelle voci dei siracusani mostra come il tessuto urbano e sociale custodisca storie che sfuggono alla storia ufficiale, ma che continuano a definire l’identità collettiva. E così, nelle strade e nelle piazze, nei racconti degli anziani e nei ricordi più familiari, Janu continua a circolare. Non come eroe, non come problema, ma come parte autentica del racconto cittadino: imprevedibile, contraddittorio e indimenticabile.