Palazzo Montalto e il Giardino della Spirduta: pietra, leggenda e presenza scenica

Nel cuore di Ortigia, tra vicoli stretti e piazzette che respirano storia, sorge Palazzo Montalto, eretto alla fine del XIV secolo come espressione della potenza e dell’architettura civile del tempo. Le sue trifore gotiche, i dettagli decorativi e l’imponenza della facciata raccontano di un’epoca in cui la Sicilia era crocevia di influenze catalane, arabe e locali, e definiscono ancora oggi il carattere del quartiere noto come Spirduta. Il nome stesso del quartiere richiama una leggenda che ha attraversato generazioni: si narra di una fanciulla misteriosamente scomparsa tra questi vicoli, un evento che diede origine al termine “Spirduta”, evocativo di spirito o presenza enigmatica. La storia della fanciulla è presente nei racconti popolari e nella memoria collettiva, e continua a influenzare la percezione dello spazio come luogo di mistero e narrazione viva. Prima della costruzione del palazzo e della definizione urbanistica attuale, la zona ospitava case più modeste e vicoli irregolari, scenari urbani che accoglievano botteghe, artigiani e piccole comunità: la leggenda si radica quindi in un contesto urbano ancora in trasformazione, rendendo la Spirduta un ponte tra memoria antica e città contemporanea.

All’interno del cortile di Palazzo Montalto si trova il Giardino della Spirduta, un piccolo angolo verde che ha mantenuto un carattere intimo e raccolto. Tra alberi e piante che filtrano la luce sulle mura antiche, questo spazio diventa teatro naturale, capace di accogliere narrazione e performance. Qui, l’associazione VAN ha ideato uno spettacolo site-specific che dialoga con l’architettura, mostrando come il luogo storico possa essere reinterpretato senza cancellare le stratificazioni culturali, e che possa essere contaminato dall’influenza di Dante nel creare qualcosa di successivo alla vita, un luogo liminale in cui il tempo si stratifica e vita e morte convivono.

Nonostante il fascino del palazzo, va sottolineato che Palazzo Montalto è di proprietà privata, e l’accesso è limitato. La città può ammirarne la bellezza solo dall’esterno, osservandone le trifore e percependo la storia che racchiude, ma senza poter interagire pienamente con gli spazi interni. Questa distanza contribuisce al senso di mistero che avvolge la leggenda della Spirduta e il giardino, rendendo ancora più preziosa ogni possibilità di fruizione culturale e teatrale, come quella realizzata dal collettivo VAN.

Il palazzo e il giardino non sono quindi semplici monumenti da contemplare: sono luoghi di incontro tra storia, leggenda e drammaturgia, spazi in cui la memoria urbana si intreccia con la creazione contemporanea. Nelle parole di Aureliano Delisi e dei partecipanti al laboratorio di Osservazione Drammaturgica, il Giardino della Spirduta diventa un terreno di sperimentazione, un luogo dove tre diverse umanità — storica, mitica, contemporanea — si incontrano e dialogano, restituendo alla città un patrimonio invisibile ma vivo.

L’evento, previsto per il 4 e 5 ottobre 2025, rappresenta un esempio di come narrazione, leggenda e spazio possano coesistere, offrendo alla comunità siracusana l’opportunità di percepire il luogo non solo come pietra e storia, ma come presenza scenica e memoria condivisa. Palazzo Montalto e il Giardino della Spirduta restano così testimoni della città che ascolta e racconta, anche quando il silenzio dei luoghi privati limita l’accesso e l’interazione diretta.